Il Counselling organizzativo: uno strumento di prevenzione del burnout

Il burnout è generalmente definito come una sindrome di esaurimento emotivo che può manifestarsi in tutte quelle professioni con implicazioni relazionali molto accentuate. Generalmente nasce da un deterioramento che influenza valori, dignità, spirito e volontà delle persone colpite.

È una malattia in costante e graduale aumento tra i lavoratori dei paesi a tecnologia avanzata; ciò non significa che qualcosa non funziona più nelle persone, bensì che sono in atto cambiamenti sostanziali e significativi sia nelle organizzazioni aziendali sia nel modo in cui si lavora.

Molti contesti lavorativi richiedono una forte dedizione ed un notevole impegno, per il raggiungimento di obiettivi spesso (troppo) ambiziosi. Le istanze rivendicate dal lavoro, dalla famiglia, dal contesto sociale, consumano l’energia e l’entusiasmo del lavoratore, qualunque sia il suo ruolo, e del professionista.

Gli studi e le ricerche più significativi in materia di burnout hanno inizialmente riguardato le helping professions, ossia quelle professioni maggiormente coinvolte in attività di ascolto, sostegno e cura.

Numerosi studi, tuttavia, hanno evidenziato che la sensazione di inaridimento emotivo, di esaurimento, di svuotamento e perdita delle proprie energie e risorse in relazione al proprio lavoro, la sensazione di “non riuscire più a farcela”, possa essere rilevabile in ogni ambito occupazionale.

La stessa definizione data dall’OMS ossia “una sindrome concettualizzata come conseguenza dello stress cronico sul posto di lavoro che non è stato gestito con successo”

ripropone la centralità del processo di gestione aziendale dello stress correlato al lavoro.

Secondo uno dei maggiori esperti di burnout, la psicologa sociale Christina Maslach, il burnout è legato a dinamiche disfunzionali delle aziende: quando l’ambiente di lavoro non riconosce l’aspetto umano del lavoro, il rischio di burnout aumenta.

Inteso in questi termini, il burnout non è affatto un problema che riguarda solo l’individuo che ne è colpito, ma è un disagio che finisce con l’influenzare il team  di lavoro, coinvolgendo dunque l’intero funzionamento del sistema aziendale-organizzativo.

Situazioni di burnout possono diventare, dunque, dei grossi costi per l’organizzazione in termini di perdita di produttività ed efficienza.

La risoluzione del fenomeno burnout deve, dunque, essere affrontata sia a livello organizzativo che a livello individuale.

Un’azienda che agisce a sostegno dell’impegno nel lavoro è un’organizzazione forte, che puntando sulla promozione della centralità dell’individuo nell’organizzazione stessa,  si garantisce nel tempo l’impegno e la produttività del suo team.

Interventi di counselling organizzativo possono migliorare il clima relazionale nei contesti lavorativi, agendo sulla comunicazione tra i vari membri del team, sulla consapevolezza degli obiettivi condivisi, sulla valorizzazione delle competenze, sulla conflittualità e sull’apertura all’innovazione.

di Anastasia Leo

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